Intervista a Daniele Vecchi dei Megatherion: la sua parte nel film
“Voglia di Rock” e le novità del gruppo
by Riccardo Pasqualin
Di
recente è riapparsa sulla rete una pellicola culto della fine degli anni
Ottanta: Voglia di Rock, diretto da Massimo Costa. Il film racconta
della rivalità tra due band di ventenni: i Leather Boys (heavy classico con
tastiere) e i Sound Out (rock melodico).
Quello
che molti non sanno è che tra gli attori che hanno recitato in quel
lungometraggio c’è anche Daniele Vecchi, voce dei Megatherion, storico gruppo
thrash di Bologna attivo tra il 1983 e il 1989 e tornato sulle scene di
recente. Siamo andati a intervistarlo per chiedergli qualche ragguaglio su quel
progetto cinematografico, ma è stata anche l’occasione per chiedergli cosa
hanno in serbo i Megatherion per il prossimo futuro.
Riccardo Pasqualin
Ciao
Daniele e grazie innanzitutto per aver accettato questa intervista! Tu sei il
fondatore dei Megatherion…
Sono
uno dei fondatori… diciamo che abbiamo iniziato insieme. Gli altri
Megatherion erano ragazzi della mia città, e alla fine sono rimasto soltanto
io, ma eravamo partiti assieme con questa idea, più o meno tutti dalla
stessa base. Abbiamo iniziato a concretizzare le prime “cose elementari” verso
il 1983. Nel 1984 abbiamo raggiunto le dimensioni vere di un gruppo, potremmo
dire. Abbiamo provato ad andare avanti fino all’87, ma per tutta una serie di
motivi non siamo riusciti a finire dei progetti che avevamo in mente. Tra l’87
e l’88, insieme a Mattia Bigi, sono entrato negli Extrema, ma al contrario di
Mattia con loro sono rimasto pochissimo (meno di un anno). Poi sono tornato a
Bologna e ho avviato i Curáro, nati da un precedente gruppo già formato. Ho
fatto un anno con loro, poi sono dovuto partire per il militare e quando sono
tornato, purtroppo, il gruppo si era sciolto.
Ma
i Megatherion sono tornati alla grande nel 2025!
Sì,
in realtà già nel 2024. In quell’anno è successo tutto: quell’anno è mancato il
batterista storico dei Megatherion, Luca “Toppi” Toppini; poco prima che
morisse mi sarebbe piaciuto fare un concerto commemorativo, anche senza
coinvolgerlo fisicamente, per ricordare i vecchi tempi…ma ahinoi non è stato
possibile. Lui era molto malato e non ha potuto vedere il compimento del
progetto.
Intanto,
per una serie di coincidenze, si sono concretizzate per me le condizioni per
riprendere in mano i Megatherion: cioè, finalmente ho trovato dei musicisti
interessati.
Il
demo BSM dei Megatherion è del 1987 e nel 1988 viene girato a Bologna il
film Voglia di Rock, con te tra gli attori: interpreti il tastierista
dei Leather Boys.
Esatto,
il film è stato girato tra settembre e dicembre del 1988, lo ricordo
perfettamente perché dovevo assolutamente finire di recitare prima di partire
per la naja! Nello specifico credo di aver concluso le mie parti alla fine di
novembre.
Cerchiamo
di chiarire la questione dell’uscita del film, perché circolano date
differenti. Ti risulta che la distribuzione risalga al 1990?
Può
essere, perché qualcuno dei musicisti bolognesi che parteciparono, reclutati a
Bologna, e in particolare uno di questi, Gaudì, mi dissero che il film era
uscito nel ’90.
Stai
parlando di uno dei musicisti tra quelli che salgono sul palco alla fine del
film, durante la selezione di band multigenere?
Sì,
a fine anni Ottanta andava molto di moda anche quel genere lì. Gaudì lavorava e
viveva a Bologna, poi si trasferì in Inghilterra e adesso è un nome grosso,
musicista DJ reggae.
Comunque,
io ho seguito il film dall’inizio alla fine, perché ero appunto
“coprotagonista”.
Come
sei venuto a sapere delle riprese? Sei stato contattato direttamente dal
regista?
No,
ho saputo dei provini tramite un amico. Successe che questo mio amico,
metallaro anche lui, mi telefonò e mi disse che alle Caserme Rosse – che negli
anni Ottanta era un centro culturale giovanile bolognese – stavano facendo
delle audizioni per un film e cercavano dei musicisti metal. Cioè, dei
personaggi che avessero già tutto pronto: capelli lunghi, pelle, borchie…
L’amico
mi disse: “Guarda, tu ci devi andare assolutamente, mi hanno spiegato che look
cercano e tu sei perfetto per loro!”; io in quel periodo ero in attesa di
partire, non ero stato ammesso all’obiezione di coscienza e sarei dovuto andare
a fare il militare, avevo chiuso gli studi, non avevo lavoro e mi sono detto:
“Mah sì dai, andiamo a sentire cosa mi propongono!”
Insomma,
devo dire la verità, avevo un po’ paura di sputtanarmi, però, nello stesso
tempo, avevo bisogno di soldi ahahah!
Giustamente
dici che prima delle riprese avevi paura di “sputtanarti” con questo film, si
era nell’epoca in cui i Metallica dicevano che non avrebbero mai registrato
videoclip perché li ritenevano trovate commerciali…c’era una mentalità
elitaria.
Esattamente,
certo. Noi dei Megatherion eravamo proprio da quella parte lì eh! Frequentavamo
anche i centri sociali, i punk, ed è chiaro che il nostro atteggiamento era di
diffidenza verso i canali “ufficiali” della comunicazione.
Ciò
che mi ha affrancato dal timore di sputtanarmi è stato il fatto che, alla fine,
anche i punk che frequentavo – e di cui temevo il giudizio – furono scritturati
per fare il pubblico del concerto di fine film. Mi son detto: “Beh, se lo fanno
anche loro allora dai, posso tranquillamente farlo anch’io ahahah! Alla fine
sono soldi e poca fama.”
Quanti
anni avevi all’epoca del film?
Nel
1988 avevo 21 anni.
Beh,
nella foto classica dei Megatherion – quella che avete fatto circolare voi – vi
si vede con giubbotti in pelle e smanicato di jeans. Penso fosse quello che
cercavano per il film… ma cercavano gente che sapesse anche suonare?
No,
non obbligatoriamente. Tant’è che il ruolo che mi fu dato, quello di
tastierista dei Leather Boys, non sarebbe stato correlato alle mie capacità. Io
le tastiere non le so suonare!
Quindi
non hai materialmente suonato in quel film.
No,
assolutamente, facevo finta. Quando inquadrano le mani, non sono nemmeno le
mie! Sono abbastanza sicuro che siano quelle del musicista romano che fece la
colonna sonora.
Certo,
credo fosse inevitabile; altrimenti avreste dovuto provare come una vera band e
ci sarebbe voluto troppo tempo.
Sì,
nessun attore ha realmente suonato nel film. Il chitarrista dei Curáro fece il
bassista, il chitarrista degli Urban Fight – un altro gruppo di Bologna – fece
il chitarrista, il cantante dei Sierra Charriba, altra band di Bologna (glam,
tra l’altro), fece il batterista.
Quello
grosso che nel film ha sempre il berretto in pelle alla Halford?
Sì, quello alla Zodiac
Mindwarp ahahah! Ma ti dico, fu tutto molto lineare: io sono arrivato lì, mi
sono presentato, appena mi sono presentato le costumiste mi dissero: “Guarda,
per noi va già bene così!” e mi presero. Del look non mi hanno toccato niente,
mi fecero provare a dire due cose davanti alla telecamera e mi dissero: “Va
bene, vedrai che sicuramente sarai chiamato.”
E
in effetti, neanche una settimana dopo venni chiamato.
Il
film è recentemente riapparso sulla rete, ma purtroppo la definizione delle
immagini è molto bassa… per cui, sai, più di una toppa dei Manowar che
sembrerebbe di scorgere sulla manica di un chiodo, come spettatori capiamo
poco. Come vi hanno gestiti dal punto di vista dell’abbigliamento?
La
costumista non ci ha dato niente, almeno a noi metallari. Poi il leader dei
Leather Boys, invece, era questo attore emergente, Robert
Egon, che faceva parte di un’agenzia di modelli e attori ed era stato scelto
per fare “l’antagonista”, e lui era l’unico che veniva vestito per le riprese.
Per le toppe e robe così chiedevano a noi come bardarlo. Addirittura, lui nel
film ha un tatuaggio…ma all’epoca di tatuaggi ce ne erano pochi, e infatti era
finto! Tutte le volte che doveva fare delle scene dove appariva con le braccia
nude, ero io (infatti mi sono fatto pagare anche per questo ahahah!) a
disegnargli il tatuaggio col pennarello! Avendo studiato al DAMS, diciamo che
sapevo disegnare e riproducevo l’unico tatuaggio che avevo ben presente: quello
di Tom Araya degli Slayer ahahah!
Per
il look di Egon eravamo io e gli altri ragazzi metallari a fare da consulenti,
perché lui non ne sapeva assolutamente niente. La costumista seguiva le nostre
indicazioni.
Parlando
della trama, è molto semplice, ma in fondo realistica: giovani musicisti si
fanno pochi scrupoli a danneggiare gli altri e a rubarsi le ragazze a vicenda,
storie di tutti i giorni.
Però
parlando dell’immagine che viene data del metal, non possiamo negare che non è
propriamente in linea con il 1987: vi fanno suonare un pezzo con le tastiere,
che – da thrasher – ti sarà sembrato invecchiato male. Non è il metal che
facevate voi Megatherion.
Sì,
ma ne erano consapevoli anche quelli che hanno realizzato il film. Glielo
avevamo detto. Quando ho sentito i pezzi scritti dal musicista per il film
avevo già capito; anche lui ci teneva a farceli sentire, io e il chitarrista
dei Curáro eravamo tra gli attori e lui sapeva che suonavamo in un gruppo.
Ci
chiese: “Ma voi cosa ne pensate?” e gli dicemmo: “Mah…questo è un hard rock
alla vecchia, datato. Nemmeno uno di quelli energici. Nulla di che…”
Noi
dovevamo suonare i suoi pezzi in playback, con sotto la base, e cercare di
essere più convincenti possibile, ma abbiamo sentito subito che era un hard
rock non troppo schifoso, ma nemmeno bello…
Premesso
questo, mi sto riguardando e riascoltando materiale dell’epoca e ho un’idea, in
prospettiva, molto più chiara adesso. A Bologna metal classico e thrash
convivevano, pur con le piccole invidie di ordinaria amministrazione. Ma era
così anche con i punk e i dark. Per farti un esempio, i Venom (R.I.P. Cronos)
li sentivi più facilmente in una situazione punk che non metal…
Nella
formazione dei Leather Boys, comunque, c’erano ragazzi di scene differenti:
c’eri tu, un glamster…la convivenza era serena?
Ma
sì, alla fine si stava insieme senza problemi. Conoscevo anche tante persone
che facevano reggae e ska. Noi avevamo le sale prove in luoghi in cui veramente
c’era di tutto. Però, ecco, le musiche del film non erano entusiasmanti…
Immagino
si sia anche fatto di necessità virtù: quello si riusciva a scrivere, e
proporre dei pezzi troppo estremi sarebbe risultato poco spendibile per un film
che si sperava avesse larga circolazione. Credo che abbiano puntato più sul
lato estremo dal punto di vista visuale, nel senso che alla fine i Leather Boys
fanno un concertazzo che sembra un live degli WASP degli anni d’oro: sale sul
palco una modella con una sega elettrica. Roba che una vera band metal
italiana, in media, di solito non poteva permettersi.
Quella
fu un’idea del regista (nessuno di noi fu consultato a proposito di ciò), da
qualche parte l’avrà ripresa. Io mi ricordo che ero stato a un Donington (22
agosto 1987) ed effettivamente avevano suonato i WASP che fecero una cosa
simile, ricordo, non con la sega elettrica, ma sempre con una tipa
incappucciata…Secondo me, anche il regista doveva aver visto qualcosa. Oppure
boh, avrà visto qualcosa di Alice Cooper magari. Cioè, ci provava a risultare
credibile. Credo abbia lavorato anche per Vasco, forse gli piaceva questa idea
del rock teatrale.
Fu
sicuramente una cosa inconsueta.
Sicuramente
è la parte più divertente del film.
Guarda,
vorrei aggiungere un aneddoto. La modella che sale sul palco era una ragazza
che aveva partecipato anche lei ai provini: si chiama Rita ed era una mia amica
dell’epoca. Lei aveva un look particolare, credo si ispirasse molto ad
Annarella, la ballerina dei CCCP. Frequentava tutti ambienti dark e punk. La
presero immediatamente anche perché era uno stangone gotico di un metro e
ottanta senza tacchi, altro che Betsy Bitch! Mi pare che anche lei abbia
recitato con vestiti suoi, ma non ne sono sicuro. Però sicuramente andava in
giro spesso vestita come nel film eheheh!
Mi
dispiace che nel film l’identità di Bologna sia di fatto camuffata.
Innanzitutto voi attori siete tutti doppiati…non si sente nessun tipo di
cadenza locale, come invece la percepisco chiaramente io ora ascoltandoti! Sono
voci innaturali, da doppiaggio all’italiana.
E
anche la città è poco riconoscibile, quasi surreale. I luoghi sono ripresi
talmente di sfuggita che si potrebbe anche essere altrove. Addirittura a tratti
non si capisce se si è in una grande città o in un piccolo centro.
Io
mi sono trovato doppiato in romanesco, non lo sapevo nemmeno, non me lo aveva
detto nessuno. Quando io ho fatto il film, sono stato scritturato per fare 15
pose di cui due con battuta. L’ho scoperto quando poi mi sono rivisto, guardando
il film.
In
effetti, con le riprese del film a volte non si capisce se si sia in un paese o
in che città. Poi anche il concerto ce lo fecero fare in un teatro storico in
un paesino in provincia. Sicuramente non è un teatro da concerti rock.
Poi,
per carità, negli anni Ottanta capitava di suonare anche in posti simili (e
talvolta capita ancora oggi).
Comunque
sia, ti è rimasto qualche bel ricordo delle riprese?
Si
è svolto tutto, praticamente, nell’arco di una trentina di giorni; io rimasi
molto stupito del fatto che sembrava proprio un lavoro serio, venivamo
convocati e recitavamo dalle 8 di mattina alle 5 del pomeriggio. Era tutto
molto regolare. La cosa che mi ha più colpito, e che ricordo con più piacere,
fu fare la conoscenza di certi tecnici, poiché avevano fatto parte della troupe
che Coppola aveva usato per Apocalypse Now…Io sono appassionato di
cinema – Kubrick, Scorsese, ecc... – ed essere a contatto con gente che aveva
lavorato con Coppola per me è stato molto emozionante! Capisci, sentirmi raccontare
come li gestiva…raccontavano (ma oggi è risaputo) che per Apocalypse Now
Coppola partì col personale americano, ma la casa cinematografica gli tagliò i
fondi perché stava spendendo l’inspendibile, per cui mandò a casa tutti i
tecnici americani e prese dei tecnici di Cinecittà per proseguire una parte
delle riprese. Tra questi fortunati – che erano manovalanza, operatori di
macchina, cose così – c’erano appunto anche alcuni dei tecnici che hanno
lavorato per Voglia di Rock. Fu una cosa interessante sentirsi
raccontare di Apocalypse Now da chi aveva vissuto tutto “in diretta”;
racconti “diabolici”, nel senso che erano nel buco del culo del mondo e gliene
successero di tutti i colori: erano assediati da spacciatori, zanzare,
prostitute, un girone infernale!
Poi,
riguardo alla vicinanza tra gli appartenenti alle varie sottoculture bolognesi,
posso dire che nelle sale prove si ritrovava veramente di tutto. Sempre nello
stesso posto in cui abbiamo fatto le audizioni, alle Caserme Rosse, chiamavano
gruppi di tutti i generi, e davvero non c’era preclusione. D’estate alla fine
della scuola si suonava in concerti plurigenere tirando su tutti i gruppi che
c’erano. E c’erano veramente pochissimi gruppi over 30, eravamo tutti tra i
sedici e i venticinque anni! Tutti giovanissimi, appassionati di musica,
affamati di vita e di esperienze… poi è chiaro che, come nel film,
occasionalmente c’era lo scazzo, l’antipatia, ma non c’era nessun tipo di astio
estremo verso un genere o l’altro. Almeno per quanto mi riguarda, e posso dirlo
per tutti quelli “come me” che frequentavo.
Quindi
anche il concorso finale con band “mistomare” è realistico.
Assolutamente,
mi è capitato tantissime volte! Noi Megatherion abbiamo fatto di spalla ai Not
Moving, che erano un gruppo dark post punk. Abbiamo suonato con i DOA, il
gruppo hardcore canadese. Abbiamo suonato con Paul Chain, che sicuramente non
faceva thrash. Ma abbiamo suonato anche con gruppi new wave, con tutti. Ed era
una cosa che io, personalmente, vivevo benissimo, senza alcun tipo di problema
con nessuno.
La
sala prove che si vede nel film era uno spazio che frequentavate realmente?
Sì,
è la sala dove registrammo il demo dei Megatherion! Noi non facevamo le prove
lì alle Caserme Rosse, ma lì abbiamo registrato. All’epoca la sala di
registrazione era gestita dal musicista Umberto Palazzo. Ti spiego: lo stabile
aveva sia le sale prove che la sala di registrazione, ma le scene del film
ambientate in sala prove, in realtà sono state girate nella sala di
registrazione.
Intendi
dire che lì avere registrato il Rehearsal Demo ’84?
No,
intendo BSM. Il demo ’84, invece, lo avevamo registrato in un
centro civico. E anche lì siamo stati fortunati, perché all’epoca c’era
Sabbioni, degli Hi-Fi Bros (all’epoca band post punk di successo), che sapeva
come muoversi con i mixer ed era aperto mentalmente. Quindi, nonostante venisse
da un genere diverso, ci fece un buon lavoro.
Ma
in realtà la cassetta dell’84 era una produzione che avevamo fatto come promo
da spedire solo ai recensori; solo che poi il nastro ci è stato richiesto dai
fan, lo abbiamo copiato molto, quindi ha circolato lo stesso ed è entrato nella
discografia dei Megatherion.
Hai
anche qualche ricordo sgradevole delle riprese del film?
Mah,
ho girato questa scena in cui dovevo recitare una battuta, spaccare il collo di
una bottiglia di birra, anziché stapparla, e berne il contenuto rischiando di
ingerire schegge di vetro…
Appena
seppi sta cosa gli dissi: “Scusate ragazzi, io sta scena non la faccio!”, ma
alla fine mi sono fatto convincere. Avevo 21 anni, ma adesso se ci ripenso… una
roba da cretini proprio. Non so nemmeno se ci fosse un’assicurazione ahahah!
Però, sai, a vent’anni chi cazzo ci rifletteva più di tanto?
Fortunatamente
andò tutto bene; buona la prima, tra l’altro.
Tu
non sei andato alla prima del film, vero?
No,
mi dissero che l’evento ebbe luogo a Roma e che durò due giorni, ma lo seppi in
un secondo momento (sempre da Gaudì). Non era l’epoca di internet, a volte le
notizie mi arrivavano in ritardo…
A
fine riprese ci avevano riuniti per una grande festa tutti assieme, attori,
costumiste, truccatrici eccetera, in teoria eravamo rimasti d’accordo di
tenerci in contatto, ma poi non seppi più niente. E poi una notte, anni dopo,
mio padre si beccò il film su una rete privata, alle tre!
L’incursione
dei metallari alla festa dei “bravi ragazzi” ricalcava dinamiche di scontri
reali coi paninari? Le famose “cacce al panino”?
Mah,
io quelle cose lì le schivavo alla grandissima. Rovinare le feste agli altri
era qualcosa che non mi interessava fare. Però, so che era una cosa che da
qualche parte è successa anche a Bologna.
Oltretutto
tra i partecipanti alla festa del film – i fighetti e le belle ragazze diciamo
– ce ne erano anche due/tre che conoscevo perché erano a scuola con me. In
realtà erano tutti molto tranquilli!
A
questo punto concludiamo chiedendoti cosa bolle in pentola con i Megatherion!
Allora,
innanzitutto posso dire che usciranno sia materiali vecchi che pezzi nuovi. La
band entrerà in sala registrazione a breve per registrare un EP di inediti e
vecchi pezzi riarrangiati. Inoltre, verso aprile, la FOAD Records farà uscire
una raccolta sui Megatherion che si concentrerà solo sugli anni 1984-1987, con
tutti i demo, live, outtakes... È un recupero storico, perché siamo stati tra i
primi a registrare thrash in Italia ed inizialmente eravamo anche abbastanza
isolati dal resto del movimento. Siamo concentrati molto anche sul fatto di
suonare ovunque possiamo. Pensiamo di avere ancora tanto da dire!
QUI è possibile vedere il film integrale CLICCA
Intervista di Riccardo Pasqualin per Rock Italy.com, courtesy by A.N.L. 2026







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